Anomalie quotidiane: il Perchè
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STORIA DI UN’AMICIZIA
RACCONTO

di Chiara Mecca
Esistono diversi modi di essere donna. Esistono moltitudini di donne che si incontrano durante le loro vite. Questo è il racconto di due donne che si cercano e si trovano, entrambe in lotta con il momento più difficile della propria vita: la crescita. La prima si presenta al mondo dura e razionale, con una visione critica e dubbiosa su tutto ciò che la circonda. La seconda è il suo opposto. Fiduciosa e spontanea a costo di sembrare frivola e superficiale, lei si vuole vivere la vita istante per istante, emozione per emozione. Si incontrano un giorno di qualche anno fa e immediatamente sono attratte dalle loro profonde diversità, vogliose di conoscere e vivere la parte che sentono mancante nei loro caratteri. Si prendono per mano e affrontano insieme le loro esistenze sostenendosi nel cammino comune fatto di fatiche, salite, corse, cadute, ma loro sono tranquille perché sanno di aversi sempre accanto. La prima ha scelto da subito di essere libera da ogni schema comune, di realizzarsi nella sua professione, di concentrare le sue forze esclusivamente sulla costruzione di se stessa, facendo spesso molte rinunce. La seconda è rimasta imprigionata per anni in un ruolo che la costringeva ad essere ciò che non era e che non voleva essere, schiava di un amore soffocante che non le permetteva di vivere. Insieme hanno affrontato e sconfitto il problema. Oggi anche lei è una donna libera, ma la sua libertà la vive oscillando sul filo instabile di un equilibrio che rincorre, ma che vede ancora lontano. Anche l’affetto più grande lo vivono diversamente. Non è vero che l’amore razionale non fa soffrire. E’ un amore consapevole, vissuto giorno per giorno nella certezza che tutto ha un inizio ed una fine, e che questa presto arriverà. Affrontare i sentimenti di petto, senza pensare minimamente alle conseguenze che, inesorabili, ti presentano il conto alla fine di ogni storia, volere a tutti i costi innamorarsi cercando in ogni uomo la metà del cielo è un metodo da kamikaze, fa male e nient’altro. Scelte opposte, ragionamenti differenti, ma fine comune: quello di trovare due braccia forti capaci di stringerti nei momenti felici e di sorreggerti in quelli più difficili. Due donne così diverse ma così simili. Due donne piene di cicatrici che preferiscono nascondere, mostrando al loro posto l’una la propria logicità che sente stretta e l’altra la propria leggerezza che sfugge. Esistono diversi modi di essere donna e, fortunatamente, accade che il fato o la casualità ne faccia incontrare qualcuno. Questo è il racconto di due donne che si sono cercate e si sono trovate, due donne che hanno deciso di donare l’una all’altra l’affetto più sincero, quell’amicizia sulla quale contare sempre e qualunque cosa accada. Consapevoli di essere fortunate perché hanno trovato, cresciuto e saputo conservare quello che di più raro e prezioso esiste in questo effimero e cinico mondo.
L’Europa nel pallone
Il sistema elettorale cede sotto la pressione del caldo e del pallone
di Chiara Mecca
In un clima soffocante di un anomalo e caldissimo giugno, gli italiani si preparano a votare. Finalmente siamo arrivati ai fatidici due giorni delle votazioni Europee, Provinciali e Comunali della solita Italia dei paradossi. Le ultime notizie sono di una Napoli nel caos totale per le Provinciali rinviate e poi riconfermate all’ultimo momento a causa della troppo breve affissione dei manifesti elettorali che per legge devono apparire sotto i nostri occhi almeno 15 giorni prima del voto finale. Legge, ovviamente, non rispettata. Ma non è solo Napoli a fare notizia in queste ultime ore. Nel capoluogo lucano 40 elettori esprimono la loro preferenza su schede destinate ad un collegio diverso dal loro ed in provincia di Chieti a 13 elettori vengono consegnate 13 schede con i nomi dei candidati sindaci invertiti di lista. E’ una confusione preoccupante e divertente allo stesso tempo. Dopo mesi di faticosa e martellante campagna elettorale, i partiti vedono il loro lavoro defraudato dalle distrazioni del popolino che, evidentemente, non è poi così interessato a decidere per il destino dei loro Comuni, Province e peggio ancora del destino italiano all’interno del grande baraccone europeo. Perché sotto questo clima soffocante di un anomalo e caldissimo giugno, l’Italia si è fatta distrarre dal destino di tre connazionali rapiti e torturati in terra straniera, da una guerra strumentalizzata per scopi elettorali, dall’inizio di altri europei ritenuti palesemente più interessanti, quelli di un calcio diventato argomento più stimolante delle votazioni. L’italiano medio non è interessato alle sorti dell’ Europa, deluso da un euro traditore e dalle promesse vane di una maggioranza e di un’opposizione occupate a farsi la guerra all’ultima apparizione televisiva. L’italiano medio ha deciso di non andare a votare. I più, in un fine settimana afoso in vista delle tanto agognate vacanze estive, hanno deciso di ironizzare sulla sconfitta del Portogallo per mano di una Grecia data per sconfitta fin dall’inizio, convinti tutti che il Santo protettore lusitano, S.Antonio, nel giorno della sua festa, avrebbe vegliato sul gioco dei suoi protetti. Forse l’italiano medio non è l’unico che sotto pressione decide di mollare il colpo.L’ITALIA DEI PARADOSSI: S.ANTONIO ALLENATORE DISTRATTO D’EUROPA

una favola lungo il po libertà ed emancipazione: prigione d’orata del pensiero femminista del 2004
di Chiara Mecca
Si sente di nuovo il profumo dell’estate tra le strade torinesi. Vivere la notte di Torino da donna diventa un’esperienza nuova ed incredibile ogni volta che si decide di uscire. La città, che di giorno si presenta caotica e babelica con il suo traffico snervante e un sottofondo di persone sempre di corsa e sempre diffidenti, la notte si trasforma in un insieme di suoni, colori ed odori che rendono l’atmosfera affascinante e calda. La gente ha voglia di incontrarsi, di conoscersi, di intrecciare le proprie esistenze. E Torino offre uno sfondo più che adatto. I Murazzi rimangono un punto essenziale, ma è il Quadrilatero che da qualche tempo oramai è diventato il luogo principe degli incontri. Ma che sia in riva al Po, o tra i locali etnici e minimalisti di questa città poliedrica, quello che conta sono gli sguardi che si incontrano e i sorrisi che si allargano complici e maliziosi. Questo è quello che cerca una giovane donna oggi, a Torino. Impegnata durante il giorno a difendere la propria individualità combattendo contro quegli stereotipi che la vogliono donna impegnata e, allo stesso tempo, imprigionata nel suo ruolo tradizionale, la notte smette la maschera e, leggera, va incontro alla vita. Non serve molto per stare bene, la compagnia delle amiche più care e un bicchiere di vino sedute attorno ad un tavolo con alle spalle P.zza Vittorio, la Gran Madre. Tra le risate l’aria frizzante dell’estate e la voglia chiara di conquistare il mondo. E’ l’uomo che vive con difficoltà questo capovolgimento di ruoli. Timido e disorientato sa che il suo destino è quello di essere scelto tra i tanti e che a muovere le pedine sulla scacchiera sarà lei. Lei, così sicura delle sue azioni, certa di non fallire e di fare mossa dopo mossa scacco matto. Lei, che stanotte ha deciso di guardare dritto negli occhi questo momento e di viverlo appieno. Lei, decisa e sfrontata si prenderà quello che vuole. Lei, che alle prime luci del mattino tornerà a casa sua sorridendo dell’ennesima vittoria, e, fumando l’ultima sigaretta della serata con lo sguardo stanco verso la sua città, rivolgerà il suo pensiero a quel principe azzurro così distratto da smarrire, per sempre, il suo indirizzo.
SEX AND THE CITY