Anomalie quotidiane: il Perchè
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L’Europa nel pallone
Il sistema elettorale cede sotto la pressione del caldo e del pallone
di Chiara Mecca
In un clima soffocante di un anomalo e caldissimo giugno, gli italiani si preparano a votare. Finalmente siamo arrivati ai fatidici due giorni delle votazioni Europee, Provinciali e Comunali della solita Italia dei paradossi. Le ultime notizie sono di una Napoli nel caos totale per le Provinciali rinviate e poi riconfermate all’ultimo momento a causa della troppo breve affissione dei manifesti elettorali che per legge devono apparire sotto i nostri occhi almeno 15 giorni prima del voto finale. Legge, ovviamente, non rispettata. Ma non è solo Napoli a fare notizia in queste ultime ore. Nel capoluogo lucano 40 elettori esprimono la loro preferenza su schede destinate ad un collegio diverso dal loro ed in provincia di Chieti a 13 elettori vengono consegnate 13 schede con i nomi dei candidati sindaci invertiti di lista. E’ una confusione preoccupante e divertente allo stesso tempo. Dopo mesi di faticosa e martellante campagna elettorale, i partiti vedono il loro lavoro defraudato dalle distrazioni del popolino che, evidentemente, non è poi così interessato a decidere per il destino dei loro Comuni, Province e peggio ancora del destino italiano all’interno del grande baraccone europeo. Perché sotto questo clima soffocante di un anomalo e caldissimo giugno, l’Italia si è fatta distrarre dal destino di tre connazionali rapiti e torturati in terra straniera, da una guerra strumentalizzata per scopi elettorali, dall’inizio di altri europei ritenuti palesemente più interessanti, quelli di un calcio diventato argomento più stimolante delle votazioni. L’italiano medio non è interessato alle sorti dell’ Europa, deluso da un euro traditore e dalle promesse vane di una maggioranza e di un’opposizione occupate a farsi la guerra all’ultima apparizione televisiva. L’italiano medio ha deciso di non andare a votare. I più, in un fine settimana afoso in vista delle tanto agognate vacanze estive, hanno deciso di ironizzare sulla sconfitta del Portogallo per mano di una Grecia data per sconfitta fin dall’inizio, convinti tutti che il Santo protettore lusitano, S.Antonio, nel giorno della sua festa, avrebbe vegliato sul gioco dei suoi protetti. Forse l’italiano medio non è l’unico che sotto pressione decide di mollare il colpo.L’ITALIA DEI PARADOSSI: S.ANTONIO ALLENATORE DISTRATTO D’EUROPA
